Il Tempio del Placemaking è un framework metodologico originale sviluppato da Valeria Lorenzelli per progettare e valutare luoghi capaci di generare relazione tra persone e spazio. Il modello è presentato nel libro Placemaking. Creare luoghi vivi, amati, attraenti (Il Sole 24 Ore) e propone una lettura integrata del placemaking attraverso la connessione tra dimensione fisica, sociale, culturale e gestionale dei luoghi.
Lo spazio pubblico è il luogo dove prende forma la nostra identità collettiva. Durante il lockdown, le immagini delle piazze vuote ci hanno mostrato con forza quanto lo spazio urbano sia composto da due dimensioni strettamente legate: quella fisica, concreta, architettonica, e quella simbolica, fatta di significati, memorie e relazioni condivise.
Oggi siamo di fronte alla sfida di progettare interventi capaci di tenere insieme questi due aspetti, per rafforzare il legame tra persone e luoghi. Un equilibrio spesso trascurato, in nome della tecnica o dell’estetica fine a sé stessa.
Il placemaking offre strumenti utili per affrontare questa sfida, ma richiede un adattamento al contesto italiano, con la sua ricchezza storica e le sue specificità culturali e sociali. Non basta importare modelli nati altrove: serve un approccio costruito su misura, che dialoghi con la nostra cultura amministrativa e con le pratiche concrete del governo locale.
Partendo dalla mia esperienza ho ideato un modello che mira a connettere persone e luoghi in modo autentico e duraturo, attraverso un approccio olistico e circolare, capace di includere tutti gli elementi e i punti di vista necessari. Per raccontarlo, ho scelto la metafora del Tempio, un’immagine architettonica che racchiude in sé l’equilibrio tra struttura e significato.
Il Tempio del Placemaking non è una semplice metafora narrativa, ma un framework operativo che organizza gli elementi necessari per costruire luoghi significativi e sostenibili nel tempo.
Le fondamenta costituiscono il contesto fisico, la materialità del luogo, la qualità architettonica e ambientale dello spazio.
Il timpano rappresenta le persone che abitano e vivono lo spazio, con i loro bisogni, valori e memorie collettive.
Le colonne sono i quattro pilastri metodologici che connettono la dimensione fisica a quella umana.
Il fregio simboleggia la comunicazione, elemento trasversale che unifica e dà senso all’insieme.
Questa struttura esprime un sistema interconnesso dove ogni elemento sostiene e rafforza gli altri. La stabilità del tempio dipende dall’equilibrio tra tutte le sue parti, così come il successo di un intervento di placemaking dipende dall’armonia tra i suoi elementi costitutivi.

Le fondamenta: il contesto fisico
Le fondamenta rappresentano il contesto fisico del luogo: qualità ambientale, caratteristiche spaziali, comfort, identità e condizioni materiali che influenzano l’esperienza delle persone.
Un placemaking efficace inizia da azioni che migliorano il contesto fisico, ma non si esaurisce in esso.
Il timpano: le persone al centro
Al vertice del tempio troviamo le persone, non come categoria astratta ma nei loro aspetti con interessi e obiettivi concreti. Il modello considera le diverse dimensioni dei bisogni umani, dalle esigenze fondamentali fino alla capacità delle persone di esprimersi e partecipare alla vita del luogo.
Le colonne: i quattro pilastri metodologici
Prima colonna: la Mixité nel Tempio del Placemaking
La mixité rappresenta la capacità di un luogo di accogliere pluralità di funzioni, persone e modalità di utilizzo nel tempo. Come osservava Jane Jacobs, “le città hanno il potere di fornire qualcosa per tutti, solo perché, e solo quando, sono create da tutti“. La mixité è la manifestazione concreta di questa creazione collettiva.
Seconda colonna: l’Accessibilità nel Tempio del Placemaking
Partendo dall’evidenza che uno spazio, per essere vissuto, deve innanzitutto essere accessibile. L’accessibilità riguarda la possibilità per persone diverse di raggiungere, comprendere e vivere un luogo.
Terza colonna: gli Eventi e le Attività nel Tempio del Placemaking
Gli eventi trasformano lo spazio in un palcoscenico di vita collettiva. Gli eventi e le attività contribuiscono ad attivare il luogo, generando relazioni, esperienze e senso di appartenenza. Un luogo privo di eventi è come un teatro senza rappresentazioni: una cornice vuota in attesa di contenuto.
Quarta colonna: la Governance nel Tempio del Placemaking
La governance riguarda le modalità attraverso cui diversi attori collaborano per prendersi cura del luogo nel tempo.
Il Fregio: la Comunicazione come elemento unificante
Il fregio del tempio rappresenta la comunicazione, elemento che dà continuità e coerenza all’insieme:
- Racconta la storia e l’identità del luogo
- Supera stereotipi e bias sulla percezione degli spazi
- Documenta visivamente la dimensione simbolica dello spazio
- Costruisce ponti tra i diversi attori coinvolti
La comunicazione è parte integrante del processo di placemaking, essenziale per “mettere in comune” valori e significati.
La circolarità del processo
Il Tempio del Placemaking interpreta il luogo come un sistema dinamico in continua evoluzione, nel quale elementi fisici, sociali e organizzativi si influenzano reciprocamente nel tempo.
La forza di questo modello risiede nella sua capacità di unire elementi tangibili e intangibili, tecnici e simbolici, in un sistema coerente. Il framework del Tempio quindi rappresenta un approccio integrato agli spazi che rispetta la complessità degli spazi e, soprattutto, supera i limiti culturali del contesto italiano. La sfida per i progettisti, gli amministratori e le comunità consiste nell’adottare questa visione olistica, superando gli approcci settoriali che spesso limitano la nostra prassi.
Il Tempio del Placemaking offre una guida utile per orientarsi e riflettere con maggiore consapevolezza sulla qualità dello spazio pubblico, sulla vita urbana e, infine, sullo sviluppo futuro delle nostre città.
Il Tempio del Placemaking nel libro di Valeria Lorenzelli
Il framework del Tempio del Placemaking è approfondito nel libro Placemaking. Creare luoghi vivi, amati, attraenti, dove viene proposto come strumento per interpretare e guidare i processi di trasformazione degli spazi urbani.
Il modello nasce dall’esigenza di adattare il placemaking al contesto italiano, integrando qualità dello spazio, bisogni delle persone, attivazione sociale, governance e capacità narrativa dei luoghi.
Riferimento bibliografico
Lorenzelli, Valeria. Placemaking. Creare luoghi vivi, amati, attraenti. Il Sole 24 Ore. PREMIO SAGGISTICA ECONOMICA E SOCIALE IL SOLE24ORE
Il Tempio del Placemaking è un framework originale sviluppato da Valeria Lorenzelli.